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Saʿdi
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Saʿdi è riconosciuto non solo per la superiore qualità del suo stile, ma anche per la profondità del suo pensiero. Nella città di mwbgShiraz è presente il mwbwsuo mausoleo.
Contents
• Note
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Biografia
Nato al principio del mwdwXIII secolocite-ref-1[1]cite-ref-2[2], o addirittura sul finire del mwgaXII (più specificatamente nel mwgq1184cite-ref-ronconi253-3-0[3]cite-ref-4[4]) presso l'antica città di mwigShīrāz, Sa‘dī – il cui vero nome fu probabilmente «Mušarrifu’d-Dīn ibn Muṣliḥu’d-Dīn ‘Abdu’llāh»cite-ref-5[5] –, assunse il suo nome d'arte (o mwjwmwkataḫalluṣ) dal nome del suo protettore, l'mwkqmwkgatābeg Sa‘d ibn Zangīcite-ref-ronconi253-3-1[3], il quale si prese cura del giovane ragazzo rimasto orfano di padrecite-ref-ronconi254-6-0[6], e lo avviò agli studî presso il prestigioso collegio mwnaNiẓāmiyya, situato a mwnqBaġdādcite-ref-ronconi255-7-0[7].
A partire dal 1226, egli diede il via definitivo al suo peregrinare nei più svariati luoghi e terre dell'Asia, e non solo (visitò anche Paesi non musulmani, come l'mwowEtiopia cristiana o la porzione dell'mwpaIndia induista, azione la quale – all'epoca – era considerata un qualcosa di insolito per un viaggiatore musulmano)cite-ref-ronconi255-7-1[7]. Sa‘dī avrebbe terminato questa sua lunga serie di esplorazioni e vagabondaggi – trovandosi non di rado in situazioni difficili e di pericolo –, solamente dopo all'incirca un trentenniocite-ref-ronconi255-7-2[7]. Nel 1256, infatti, fece ritorno nella sua città natale, ove rimase fino al termine dei suoi giorni, carico di esperienze e aneddoti da condividere con i suoi ascoltatori, venerato e rispettato per la sua saggezza e per le sue doti letterarie e poetichecite-ref-ronconi256-8-0[8].
Il pensiero
Nei suoi insegnamenti, Saʿdi non si limita solo a ordinare di fare ciò che si predica, ma dà molta importanza all'introspezione umana. Tuttavia, per lui l'isolamento dal mondo è necessario per uno studioso mwswsufi solo in determinate circostanze, e condanna gli mwtaanacoreti secondo cui un mistico debba ritirarsi a vita.cite-ref-shah100-9-0[9]
Retaggio culturale
Le opere di Saʿdi esercitarono una grande influenza nella letteratura europea, tanto da fornire le basi per le mwwgmwwwGesta Romanorum, fonte di molte leggende e allegorie occidentali. Le prime traduzioni occidentali delle sue opere apparvero nel XVII secolo, in particolare in mwxaGermania. Tuttavia, si conosce ben poco del suo pensiero, come accade in merito ad altri maestri sufi.cite-ref-shah99-10-0[10]
Kenneth de Burgh Codrington, uno dei pochi studiosi occidentali di Saʿdi, definisce così la sua opera:cite-ref-shah99-10-1[10]
«Le allegorie del
Gullistan
sono tipiche dei sufi. Questi non possono offrire i loro segreti a coloro che non sono preparati a riceverli o interpretarli correttamente, e per questo hanno preparato una speciale terminologia per porgere questi segreti agli iniziati. Quando non esistono parole per esprimere questi pensieri, vengono usate frasi speciali o allegorie.»
Saʿdi fu una delle principali fonti di ispirazione del filosofo e poeta mwagstatunitense mwawRalph Waldo Emerson.
(inglese)
«All human beings are members of one frame,
Since all, at first, from the same essence came.
When time afflicts a limb with pain
The other limbs at rest cannot remain.
If thou feel not for other’s misery
A human being is no name for thee.»
(italiano)
«Tutti gli esseri umani sono membri di un telaio,
Poiché tutti, inizialmente, provennero dalla stessa essenza.
Quando il tempo causa dolore ad un arto
Gli altri arti a riposo non possono restare.
Se non provi nulla per la miseria degli altri
Un essere umano non è un nome per te.»
(Bani Adam)
Traduzioni italiane
Il suo capolavoro, il mweqmwegBustan (o mwewBūstān), ovvero mwfaIl Frutteto (tradotto dall'inglese mwfqThe Orchard), è inserito tra i mwfg100 libri migliori di sempre secondo il Norwegian Book Club.cite-ref-11[11] Traduzione italiana integrale:
Sa'di, mwhaIl Verziere (Bustan), a cura di Carlo Saccone, Centro Essad Bey-Amazon IP, Seattle 2018
L'altra sua famosissima opera, il mwhgGulistan (o mwhwGolestȃn), ovvero mwiamwiqIl roseto, è stata tradotta più volte in italiano:
• Sa'di, mwjaIl roseto, a cura di Italo Pizzi, due volumi, Lanciano, Carabba, 1917
• Sa'di, mwjgIl roseto, a cura di C. M. Guzzetti, Cinisello Balsamo, San Paolo, 1991
• Sa'di, mwkaIl roseto, a cura di P. Filippani Ronconi, Torino, Boringhieri, 1965; Milano, SE, 2020, ISBN 978-88-6723-547-6
• Sa'di, mwkwIl roseto, a cura di R. Bargigli, Roma, mwlaIstituto per l'Oriente C. A. Nallino, 1979
Esiste anche una scelta dei suoi mwlgghazal con testo a fronte:
• Sa'di, mwmqL'argento di un povero cuore. 101 ghazal, a cura di S. Manoukian, Roma, Ist. Cult. della Rep. Isl. d'Iran, 1991
mwmwIl roseto e il mwnaBustan sono due classici del mwnqsufismo considerati capisaldi della morale e dell'etica da milioni di fedeli sparsi in mwngIndia,mwnwIran, mwoaAfghanistan, mwoqPakistan e mwogAsia centrale.cite-ref-shah99-10-2[10]
Note
cite-note-11. ↑ mwrqmwrgmwrwSa῾dī, Muṣliḥ ad-dīn - Enciclopedia, su mwsaTreccani. mwsqURL consultato il 1º novembre 2024.
cite-note-22. ↑ mwtq(mwtgmwtwEN) mwuamwuqSaʿdī | Persian Poet & Sufi Master | Britannica, su mwugwww.britannica.com. mwuwURL consultato il 1º novembre 2024.
cite-note-44. ↑ mwxw(mwyamwyqEN) mwygmwywSaàdi (1184–1291)-Personaggi famosi e celebrità iraniane(persiani), su mwzaIran Cultura, 5 gennaio 2018. mwzqURL consultato il 1º novembre 2024.
cite-note-55. ↑ Sulla questione del vero nome, mw0qmw0gconfer mw0wEdward Granville Browne, mw1aA Literary History of Persia, Cambridge, 1906, volume II, mw1qpagina 526.
cite-note-1111. ↑ mwaqm(mwaqqmwaquEN) mwaqymwaqcThe top 100 books of all time, in mwaqgThe Guardian, 8 maggio 2002. mwaqkURL consultato il 24 ottobre 2025.
Bibliografia
• citerefronconiSa‘dī, Il roseto, a cura di Pio Filippani Ronconi, Milano, SE, ISBN 978-88-6723-547-6.
• citerefshahIdries Shah, I Sufi: la tradizione spirituale del sufismo [The Sufis], traduzione di Paola Davico, Roma, Edizioni Mediterranee, 1990 [1964], ISBN 978-88-272-0922-6.
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itSa῾dī, Muṣliḥ ad-dīn, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefsapere-itSa‘dī, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Saʿdī, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefencyclop-dia-iranica(EN) Saʿdi, in Encyclopædia Iranica, Ehsan Yarshater Center, Columbia University.
• citerefmlolOpere di Saʿdi / Saʿdi (altra versione), su MLOL, Horizons Unlimited.
• citerefopen-library(EN) Opere di Saʿdi, su Open Library, Internet Archive.
• citereflibrivox(EN) Audiolibri di Saʿdi, su LibriVox.
• citerefgoodreads(EN) Saʿdi, su Goodreads.
• (EN) Saʿdi, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.